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Il giusto attacco, come funziona?





Una corretta suzione  non solo determina il successo dell'allattamento al seno, ma procura tanti vantaggi a mamma e bebé! Evita alla mamma ragadi, ingorghi e altre cosine poco piacevoli, mentre il piccolo beneficia di una migliore digestione (che come sappiamo tutti, inizia in bocca grazie agli enzimi salivari), e una relativa diminuzione delle coliche (dovuta a una scarsa ingestione d'aria).

Tante neo mamme, soprattutto durante le prime poppate, si chiedono, se il piccolo si stia attaccando più o meno correttamente... allora, vediamo un po' quali 'dritte' ci suggerisce l'OMS in proposito:

-la bocca del bebé deve essere spalancata, con il labbro inferiore rivolto in fuori;

-il labbro inferiore (rispetto a quello superiore) deve trovarsi un po' più lontano dalla base del capezzolo;

-la bocca del bebé deve accogliere il capezzolo in profondità;

-le labbra e le gengive devono premere contro l'areola.

Anche nella suzione artificiale, sebbene ormai esistano numerosi prodotti anti-colica (se posso consigliarvi, i biberon MAM sono fantastici!!), esistono alcuni piccoli suggerimenti da poter adottare: occhio alla posizione della bottiglietta e del bambino!! Il biberon dovrebbe essere inclinato a 45 gradi in maniera che la tettarella sia sempre piena di latte, e il bambino dovrebbe essere tenuto in posizione semi-verticale (per questo aiutano senz'altro le ciambelle per l'allattamento) in maniera che possa coordinare in maniera adeguata il respiro e la deglutizione.

...adesso, non resta che provare!!



Il legame fisico tra mamma e bambino, raccontato dalle scimmie



A proposito, del legame tra mamma e bambino, mi piacerebbe citare uno studio, in merito alla teoria dell'attaccamento, secondo il quale, si evince chiaramente che il legame affettivo non passa soltanto attraverso il latte. Questo non tanto per criticare i sostenitori dell'allattamento al seno, quanto per rincuorare quelle mamme che, per un motivo o per un altro, hanno dovuto ripiegare, o voluto scegliere il latte artificiale.
Con la convinzione evoluzionistica che il cucciolo umano si comporti come loro, i coniugi Harlow hanno voluto osservare come i piccoli di macaco reagissero alla separazione dalla loro mamma. Le piccole scimmiette sono state separate dalla figura di riferimento, ed allevate con due fantocci (che riproducevano il viso e il corpo della scimmia), che avevano sempre a disposizione nella gabbia. La prima sagoma erogava latte tramite un biberon, la seconda sagoma non erogava cibo, ma aveva una consistenza più soffice e morbida.
Indovinate cosa hanno preferito i piccoli macaco?!? ...La scimmia soffice, che abbracciavano, accarezzavano in cerca di una sintonizzazione e un contenimento affettivo, che, ovviamente, non potevano ottenere. Il fantoccio che erogava latte era ricercato esclusivamente per soddisfare l'esigenza della fame.
Il video dell'esperimento è davvero commovente:



Dopo qualche settimana, le scimmie apparvero tristi e spaurite, a causa della totale assenza del contatto fisico e degli sguardi con la propria madre.
...i nostri cuccioli, proprio come le scimmiette, hanno bisogno di essere abbracciati, coccolati, di annusare la pelle della loro mamma, e di poter raggiungere i suoi occhi, ed essere ricambiati nello sguardo e nei sorrisi.
E tutto questo, si può, (e si deve!) fare lo stesso, anche se sostituiamo il biberon al seno! Ricordiamoci che una mamma depressa, o stressata fa ben più danni di un latte in polvere!!!

Allattamento: una voce fuori dal coro


Con questo post, care mamme, vorrei legittimare e sostenere tutte le donne che non possono/ non riescono ad allattare al seno.

Prima di tutto, mi sento di rincuorare ogni mamma riguardo il fatto che anche con il latte artificiale i bimbi crescono e vivono alla grande! ..io ne sono la prova vivente! Oltre trent’anni fa, sono nata prematura… sono stata allontanata dalle braccia della mia mamma e depositata in un’incubatrice. Dopo un brevissimo tempo di allattamento tramite latte materno (mediante cannule), sono passata al latte artificiale… Beh, sono qui, in salute, e diciamo che questo non costituisce uno dei traumi della mia vita!!
Traumatico invece è, a mio avviso, demonizzare una madre che non riesce ad allattare il proprio piccolo. I sensi di colpa, legati al non essere una brava madre, esasperati dal clima di critica e giudizio circostanti, possono minare la fiducia in se stessa di una madre, e la fiducia nella capacità di sintonizzarsi con il proprio bambino.
Una madre depressa può provocare più danni di qualsiasi confezione di latte artificiale, e sfido i pediatri a sostenere il contrario! Qui, non nego i benefici del latte materno (rimandandovi agli appositi post), ma sento di empatizzare con chi deve iniziare a combattere con misurini di polvere, biberon e sterilizzatori.
Incontrerete persone (pediatri, puericultori, mamme e nonne) che, in una sorta di brainwashing, vi incoraggeranno con i metodi e le parole più svariate (“Continua a provare, vedrai che si attaccherà”, “Il neonato non muore di fame, vedrai che prima o poi mangerà”)… io vi invito a fermarvi un attimo, e concentratevi sul vostro sentire. 
Come state? Siete preoccupate? Ansiose? Combattute su quale possa essere la scelta giusta?
Ricordatevi che la sopravvivenza (sì, proprio la SOPRAVVIVENZA) del neonato passa attraverso il benessere psico-fisico della madre. 
E dunque… se la situazione lo richiede, benvenuto latte in polvere!!!Con questo post, care mamme, vorrei legittimare e sostenere tutte le donne che non possono/ non riescono ad allattare al seno.
Prima di tutto, mi sento di rincuorare ogni mamma riguardo il fatto che anche con il latte artificiale i bimbi crescono e vivono alla grande! ..io ne sono la prova vivente! Oltre trent’anni fa, sono nata prematura… sono stata allontanata dalle braccia della mia mamma e depositata in un’incubatrice. Dopo un brevissimo tempo di allattamento tramite latte materno (mediante cannule), sono passata al latte artificiale… Beh, sono qui, in salute, e diciamo che questo non costituisce uno dei traumi della mia vita!!
Traumatico invece è, a mio avviso, demonizzare una madre che non riesce ad allattare il proprio piccolo. I sensi di colpa, legati al non essere una brava madre, esasperati dal clima di critica e giudizio circostanti, possono minare la fiducia in se stessa di una madre, e la fiducia nella capacità di sintonizzarsi con il proprio bambino.
Una madre depressa può provocare più danni di qualsiasi confezione di latte artificiale, e sfido i pediatri a sostenere il contrario! Qui, non nego i benefici del latte materno (rimandandovi agli appositi post), ma sento di empatizzare con chi deve iniziare a combattere con misurini di polvere, biberon e sterilizzatori.
Incontrerete persone (pediatri, puericultori, mamme e nonne) che, in una sorta di brainwashing, vi incoraggeranno con i metodi e le parole più svariate (“Continua a provare, vedrai che si attaccherà”, “Il neonato non muore di fame, vedrai che prima o poi mangerà”)… io vi invito a fermarvi un attimo, e concentratevi sul vostro sentire. Come state? Siete preoccupate? Ansiose? Combattute su quale possa essere la scelta giusta?
Ricordatevi che la sopravvivenza (sì, proprio la SOPRAVVIVENZA) del neonato passa attraverso il benessere psico-fisico della madre.
E dunque… se la situazione lo richiede, benvenuto latte in polvere!!!

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